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La più antica statua della pietà è sarda

La raffigurazione delle “Pietà” è sarda e risale a più di 3000 anni fa. Si tratta di un manufatto di metallo verdastro, perché ossidatosi e, per l’esattezza, di una piccola statuina in bronzo figurato denominato dagli archeologi “la Grazia”. 

La statuina, rinvenuta nel 1900 dall’archeologo Antonio Taramelli in un antichissimo nuraghe nel cuore della Sardegna, più precisamente nella torre a feritoie del santuario nuragico Santa Vittoria a Serri, è probabilmente la rappresentazione di una madre che piange il proprio figlio morto, o forse l’Oriente.

Le due statue a confronto, realizzate a millenni di distanza…

Per lo scopritore di questo reperto archeologico assai raro, la donna rappresentata sarebbe chiedendo alla divinità di guarire il proprio figlio. Un poco come accadrà alla Madonna quando pregherà fortemente Dio, per il proprio adorato Gesù Cristo schiodato dalla croce. Grande ispiratore, poi, del capolavoro partorito dalla mente e dallo scalpello di Michelangelo. Dunque con la celebre Pietà Vaticana, scultura in marmo realizzata dal Buonarroti nel 1498, oggi conservata nella basilica di San Pietro in Vaticano.

Bronzetto nuragico, come una Statua della pietà ma tutta sarda dal santuario nuragico di Santa Vittoria di Serri.

Oggi è possibile ammirare il bronzetto della “Pietà sarda” in una delle vetrine del Museo archeologico nazionale di Cagliari che, ovviamente, merita una visita perché è commovente! 

Non si tratta della sola rappresentazione su bronzo di una donna che sostiene o che piange il figlio. Perché sempre l’archeologo e accademico dei Lincei Antonio Taramelli, nel 1930, durante i lavori di ricognizione per la redazione della Carta Archeologica, mentre visitava il paese di Urzulei, ricevette dal signor Raimondo Mulas, per poterle custodire, un’ascia bipenne di bronzo ed una statuetta votiva femminile che portava il figlio in grembo.

Quella statuina è stata chiamata “La Madre dell’Ucciso”, e con l’ascia proverrebbe  dalla grotta di Sa Domu ‘e S’Orcu.

Statuine in bronzo realizzate dagli antichi nuragici, da Sanata Vittoria di Serri.

Il signor Mulas trovò la preziosissima statuina mentre era intento, con altri operai a estrarre delle radici di erica da destinare alle fabbriche di pipe della Germania (come accadeva anche a Sadali).

La Pietà millecinquecentesca Vaticana di Michelangelo, la Pietà Bandini, quella detta Rondanini sempre del Buonarroti, la “pietà” di Francesco Ciusa, così come la pietà di San Filippo a Genova di Anton Maria Maragliano (scolpita tra il 1710 e il 1715), sono realizzazioni artistiche che seppur grandiose, di gran lunga successive alla statuaria “in scala” ridotta del periodo nuragico, realizzate nell’isola di Sardegna.

Michelangelo Buonarroti, la pietà Bandini, seconda metà del 1500.

Seppure si tratti di bronzetti di dimensioni ridotte, la “spinta filosofica” degli antichi artisti sardi (uomini da sempre definiti “preistorici”) al pari degli artisti del 1500, distanti tra essi 3000 anni, era la voglia  di realizzare una madre addolorata che “pregava” o che “invocava” auspicando  la salvezza del proprio figlio. Che questo fosse morto o gravemente malato, oppure caduto in battaglia, è stato quel “figlio”, in ogni caso, a divenire il protagonista-ispiratore d’opere d’arte. Un figlio raffigurato sostenuto (tra le ginocchia e le braccia della mamma) e pur sempre accolto, sorretto… insomma partorito da una mente artistica per stupire in ogni caso lo spettatore.

Usando il bronzo fuso o la pietra, il risultato sbalorditivo è stato identico in un caso o nell’altro, a tratti magico, ma quel che è certo è un fatto. La più antica “Pietà” di una madre che sostiene in braccio il proprio figlio, è Made in Sardinia. E se qualcuno dovesse chiedersi: e i critici d’arte?

Beh, se ne faranno una ragione . 😉

Marcello Polastri

 

La statua della pietà nuragica, vecchia di 3500 anni, da Sa dom’é S’Orku di Urzulei.

La fotografia della statua della “pietà sarda” trovata a Santa Vittoria di Serri, è tratta dalla rivista specialistica Archeologia Viva, N. 183 di Maggio – Giugno 2017. Per approfondire vedasi gli studi di Maria Ausilia Fadda e Alberto Moravetti.

Le due statue a confronto, realizzate a millenni di distanza… l’una dall’altra. Il bronzetto nuragico a sinistra, e la famosissima Pietà di Michelangelo a destra.

 

13 thoughts on “La più antica statua della pietà è sarda

  1. Il dolore di una madre per la morte del proprio figlio è sempre lo stesso, ieri ,oggi sempre. Il bronzetto molto curato nei particolari, esprime nel viso della madre, un immenso dolore.

  2. Il procedimento della fusione del bronzo,che si tratta di una lega,sono alla paridell’opera michelangiolesca,quanto a ispirazione,dopo il bronzo il ferro col quale il Bonarrotti a colpito la sua pieta marmorea.

  3. Bellissime sculture degne di essre ammirate ,per la loro bellezza per il lavoro fatto la precisione della fusione , ed il viso poerfetto di uina madre che piange la morte del figlio con tanto dolore allora come oggi le stesse espressioni di dolore , la scultura della Pieta’. lL PIETA’ NURAGICA E LA PIETà DI M ICHELANGELO STUPENDE ,07/04/2019

  4. Scusate, ma non vi basta una donna con bambino del 1500 A.C? Prima della nascita di Cristo, non si facevano ‘pietà’, per ovvi motivi. Perché dovete paragonarla a Michelangelo, che è arrivato 1500 anni dopo? Ma la nostra storia vi fa specie? Credo ci sia motivo per esserne pienamente soddisfatti. Non capisco le vostre motivazioni. Senso di inferiorità e una fantasia che sfiorerebbe il ridicolo se non fosse estremamente dannosa.

  5. Il bronzetto nel primo confronto non è quello di Serri ma si chiama la Madre dell’Ucciso, rinvenuto ad Urzulei in sa Rutta é S’Orcu.

  6. E’ un abbinamento suggestivo, come le piramidi sud-americane e quelle egizie. Ma è risaputo che accade che in diverse parti del globo, in periodi differenti, uomini differenti concepiscano la stessa forma esplicativa di uno stesso significato. . Non trovo corretto denominare LA PIETA’ il noto bronzetto raffigurante LA MADRE DELL’UCCISO (scusi, ma l’Oriente??..), nome ripreso in seguito dal Ciusa per la sua opera ) ,dove fra l’altro “l’ucciso” non compare, c’è solo la madre accovacciata che si stringe le ginocchia al ventre per il dolore…… ( non mi risulta LA GRAZIA, dove l’ha trovato? Cronologicamente Michelangelo ha scolpito una MADRE DELL’UCCISO, che chiamò PIETA’ (non poteva certo aver mai visto il bronzetto( da qui quanto sopra). Belle foto

  7. l’arte di rappresentare degli antichi nuragici può aver lievitato nel rinascimento tutta quell’arte che oggi rappresenta una risorsa primaria anche nell’economia della Nazione?
    forse non dovevo azzardare certi confronti per la suscettibilità degli esperti abituati alle scoperte conclamate e non a questa cianfrusaglia nuragica seppure Civiltà è ignorata et sconosciuta!

  8. Molto interessante e importante notizia per noi lontani, lontani. Vi ringrazio tantissimo, ne ho imparato un po più della vostra História!!!

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