You are here
Home > News > Invasione di canne al Poetto: per gli agronomi doppiamente pericolose!

Invasione di canne al Poetto: per gli agronomi doppiamente pericolose!

Sull’invasione di canne palustri che a decine di migliaia si sono spiaggiate nel litorale del Poetto, interviene – nell’intervista realizzata da Marcello Polastri –  l’agronomo Giacomo Oppia. Sarebbero doppiamente pericolose le canne, sia per il rischio di procurare ferite ai bagnanti, sia per l’economia di guadagno degli stabilimenti balneari ma anche per altri motivi come ad esempio la crescita di possibili canneti nelle zona più umide della spiaggia. Anche se c’è chi dice che le canne potrebbero rivelarsi utili per poter trattenere la sabbia e favorire i naturali “processi” dunali. Dunque la formazione di nuovi tratti di spiaggia. 

Gennaio 2020, la spiaggia del Poetto

Come considera l’evento delle canne spiaggiate nella spiaggia dei centomila, al Poetto? 

Un disastro di madre natura o meglio, che attraverso la natura si è creato nell’intero arenile del Poetto, sul quale ritengo esprimere  un parere semi-tecnico sull’argomento. Intanto è escluso che la provenienza delle canne sia da attribuirsi a fenomeni esclusivamente naturali: le canne (del genere Arundo e Phragmites provengono con tutta evidenza dalla pulizia dei numerosi fiumi e canali che sfociano sulla parte sud-occidentale del Golfo di Cagliari per intenderci, nell’area litoranea da Cagliari a Villasimius. E che, non eliminate secondo le vigenti norme in materia di smaltimento, sono state trascinate in mare dalle recenti grandi piogge di intensità tropicale e dal mare, attarverso il naturale gioco delle correnti, infine depositate gratuitamente ed abbondantemente sull’arenile di Cagliari e Quartu Sant’Elena.

Se così fosse ci sarebbe anche un colpevole che esula la sola naturalità delle correnti dei fiumi e di quelle mattine. Insomma, che ci sia a monte la mano dell’uomo? 

Si. E se colpevoli sono da ricercare, questi non sono certo fenomeni naturali, bensÌ fenomeni di stupidità umana.

 Il deposito delle canne di fatto ha creato, e crea tuttora, una incredibile situazione di pericolosità per tutti i gli utenti che volessero avventurarsi in passeggiate lungo gli arenili e lungo il bagnasciuga nel corso delle belle giornate di sole, da sempre prerogativa degli autunni ed inverni cagliaritani.

invasione di canne nella spiaggia del Poetto a Cagliari

Canne pericolose laddove rotte, calpestate?

Infatti. Chi potrebbe fidarsi di passeggiare a piedi nudi o anche con leggere ciabatte di gomma, sulle spiagge di Cagliari e Quartu, correrebbe il rischio di procurarsi ferite e tagli della cute, causa anche le schegge che derivano dal complesso groviglio delle canne, spezzate o meno, infine dai numerosi materiali di diversa natura, anch’essi depositati nel corso delle recenti mareggiate.

Invasione di canne nella spiaggia di Quartu Sant’Elena

Un problema in vista della prossima stagione balneare, dunque?

Il problema diviene più profondo e importante se si pensa che, tra gli utenti, vi sono numerose famiglie con bimbi che godono normalmente del piacere di una passeggiata in riva al mare nelle belle giornate. È bastato recarsi sulla spiaggia o negli stabilimenti nelle domeniche precedenti a quest’ultima, per comprendere come una bella passeggiata al sole sia gradita e messa in atto da un numero veramente importante di cittadini.

Ne saranno felici gli stabilimenti balneari?

Penso tutt’altro. Sè appunto si affronta il problema degli stabilimenti balneari, questo riveste, in prospettiva, un’importanza con risvolti veramente esiziali. Come si può pensare di proporre agli utenti degli stabilimenti un arenile con la presenza di banchi o cumuli di canne, od anche solo un arenile in cui le canne si trovano in un ridotto sottosuolo, pronte ad emergere ai primi spostamenti superficiali di sabbia, anche al semplice passaggio a piedi, con i deleteri effetti già ricordati ?

Insomma, andrebbero rimosse: le canne sono un potenziale pericolo…

Ipotizzo di sì. E, per allargare lo sguardo, che fine farebbero le numerose iniziative sportive di appassionati, presenti nell’arenile negli stabilimenti, con le attività oggi più gettonate di beach volley, beach tennis ed altre, se si poroponessero con campi di gioco a rischio di canne?

Peraltro queste canne potrebbero germogliare? Perlomeno quelle con apparato radicale spiaggiato nel bagnasciuga, o nelle zone umide?

Nell’ambito agronomico è concreta la possibilità di una nuova germogliazione delle piante che si svilupperebbe dalla presenza dei rizomi ancora vegeti, o dalle stesse canne spezzate e ancora in grado di attività rizogene, appunto la possibilità di emettere radici, laddove le stesse non fossero  completamente disseccate. Penso che, nel rispetto di un territorio intoccabile, vedremo ricrescere dopo qualche anno floridi canneti sull’arenile del poetto, con tutta la loro capacità invasiva.

Invasione di canne nelle spiagge Quartesi

Come evitare questi potenziali pericoli? 

Nell’ambito della mia attività professionale ho sempre agito mettendo al primo posto una utilizzazione razionale a tutela del territorio, ma è pur vero che la normativa attuale in materia di rispetto del territorio impedisce qualsiasi iniziativa del Privato, anche se volta a tutelare gli interessi di attività economiche che, soprattutto stagionalmente, divengono importantissime fonti di lavoro e di occupazione. Purtroppo il legislatore spesso dimentica, spinto da un sacro furore tutelativo, che in taluni casi la tutela del territorio non può e non deve andare contro il maggiore interesse che nasce dalla possibilità e necessità di utilizzazione del territorio stesso da parte della popolazione, concetto molto vicino a quello storico e forse preistorico dell’uso civico.

Il Comune di Cagliari e la Regione potrebbero intervenire? 

Beh, ritengo che l’Amministrazione Pubblica a qualsiasi livello debba quanto prima, senza se e senza ma, provvedere direttamente o trovare alternative, reali e realistiche, per  la rimozione della massa di canne che oramai da troppo tempo ricopre il litorale, e riportando ad una ordinaria e storica fruibilità la spiaggia del Poetto”, conclude Giacomo Oppia, Dottore Agronomo.

Marcello Polastri 

Mazzo di canne con apparato radicale, sotto al Lido, ristorante del Poetto di Cagliari.

Lascia un commento

Top