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Il primo treno della Sardegna partì nell’Ottocento da Assemini per raggiungere il mare di Capoterra

Il 2 Aprile del 1865 partì per il suo viaggio inaugurale, il primo convoglio ferroviario della Sardegna. Quel treno non trasportava persone, ma era stato concepito con l’idea di trasportare i minerali di ferro dalla Miniera di San Leone, situata ad Assemini, nel Sud Sardegna.

Un treno ottocentesco.

Di lì a breve quel convoglio ferroviario, avendo superato la prova iniziale e dunque il collaudo, potè percorrere avanti e indietro quasi tutti i giorni, i 15 km di tragitto che univano la Stazione dalla spiaggia della Maddalena, nel territorio di Capoterra (in località Maramura), dove era stato realizzato un ponte lungo 200 metri, attraverso il quale numerose imbarcazioni simili a chiatte, trasportavano il minerale dal terminale del pontile ai grandi bastimenti alla fonda nel Golfo degli Angeli, davanti al litorale sabbioso di Giorgino.

La spiaggia di Giorgino a Capoterra. By Esplora Sardegna.

La miniera di San Leone, il cui nome è stato dato dal suo scopritore, l’ingegnere francese Leone Gouin, veniva gestita tra il 1800 ed il primo Novecento, della Societè Anonyme des Auts Fourneaux, detta anche la Petit Gaudet che iniziò la sua attività nel 1863, dopo la scoperta di alcuni ricchissimi filoni di minerale ferroso, nel sottosuolo del Monte Cirifoddi, al confine con l’attuale oasi naturalistica del WWF di Monte Arcosu.

 

La Miniera di San Leone, scopriamola con Esplora Sardegna. Foto: Marcello Polastri.

Il periodo nel quale entrò in funzione il Treno della miniera, era quello della seconda rivoluzione industriale. Epopea che rappresentò la seconda fase dello sviluppo industriale, a cavallo tra il Congresso di Parigi (1856) e quello di Berlino (1878).

A quei tempi, nella seconda metà dell’Ottocento l’Europa occidentale potè consolidare la propria presenza nel mondo ed il suo prestigio si fondava sulla superiorità nel campo scientifico e tecnologico e sulla potenza industriale e capitalistica, rafforzato anche dalla scoperta delle nuove fonti di energia, come il petrolio e l’elettricità, ma anche basata sull’impiego di nuovi sistemi di comunicazione e di trasporto, al dominio incontrastato del commercio mondiale. Ed i treni, facevano parte di quel mondo laborioso.

Tra I treni più famosi del primo Novecento, la Siberian railway. Photo by Hulton Archive/Getty.

Tuttavia, i lavori di estrazione del ferro cessarono nel 1871 per il calo del prezzo del minerale che rendeva antieconomica l’impresa, ma furono riattivati nel 1877 con una produzione annua di quasi 13.000 tonnellate, sino al 1884, anno in cui, un vero flagello, la malaria, costrinse la miniera a sospendere le proprie attività.

Dal 1886 si contano diversi tentativi di ripresa dei lavori, sino a quando, nel 1922 la concessione passò al Demanio.

Nel 1937, la Società Breda presentò un programma di valorizzazione del sito, ma il progetto venne abbandonato quando ebbe inizio la Seconda Guerra Mondiale. Ed il treno della miniera dovette fermarsi ancora una volta, per lunghi anni.

Le gallerie esplorate da Esplora Sardegna nelle miniere di San Leone. Foto: Marcello Polastri.

Nel dopoguerra, esattamente nel 1950, la concessione venne ceduta alla Ferromin. Una società mineraria e siderurgica che si occupò di costruire un gigantesco impianto di trattamento del minerale, simile a due immensi hangar.

Nel frattempo nacque una struttura alberghiera per i minatori, ed il vicinissimo villaggio minerario, che sostituì le vecchie costruzioni.

Fu allora che il treno riprese a corrodere lungo la linea ferrata, avanti e indietro, dalla miniera di Assemini, al pontile di Capoterra. Ma giunse il momento nel quale i dirigenti della Miniera decisero di smantellare la ferrovia, favorendo così il trasporto su gomma, decisamente più economico e agevole. Confinando così, nell’archivio della storia, la nascita e l’attività del primo convoglio ferroviario della Sardegna.

Marcello Polastri 

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