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I 2 mondi dello Sport e della Cultura si appellano alle istituzioni per la sopravvivenza

Circoli ricreativi, associazioni culturali e di promozione sociale, associazioni di base sportive e, in generale, enti del Terzo Settore ad oggi sono ancora completamente esclusi dalle politiche di sostegno e dai temi politici a seguito dell’emergenza COVID-19.

Occorre dare immediata concretezza e liquidità per sostenere il presente e il futuro con misure adeguate a sostegno della linfa sociale più vitale del Paese.

Per questo chiedono di rappresentare le proprie esigenze e proporre soluzioni alle istituzioni.

Questo l’appello rivolto alle istituzioni d’Italia da Massimo Piludu, Presidente Comitato Provinciale Città Metropolitana di Cagliari alla guida del CSAIN, l’Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI e dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Il Comitato CSAIN coordina i tesseramenti di più di 160 associazioni con un totale di oltre 20 mila soci (dato del 2019). Tante associazioni culturali storiche per la città di Cagliari e hinterland, promotrici dalla musica alla cultura fino al benessere psicofisico.
Attivissime realtà sportive e culturali oggi impossibilitate a onorare canoni di affitto e tasse e che quindi non potranno riaprire, cancellando la storia degli ultimi anni fatta di concerti ed eventi nazionali ed internazionali.

E’ importante rivolgere l’attenzione verso tutte le realtà locali, anche i circoli culturali e quelli di indirizzo sportivo che non hanno iscrizione CONI, le cosiddette BAS – Associazioni di Base – che ad oggi non ricevono alcun contributo, neanche l’indennità dei collaboratori sportivi dei 600,00 euro previsti dal Decreto Cura Italia.

Ci rendiamo disponibili – prosegue Piludu – a rappresentare le effettive esigenze del nostro mondo sportivo e culturale alle istituzioni governative e regionali affinché abbiano tutti gli elementi per formulare e stanziare al più presto concrete e funzionali forme di sostegno economico a partire dalla cancellazione dei debiti dei canoni di locazione di impianti pubblici e privati oltre che delle tasse.

Limitarsi alla mera sospensione dei debiti, per il mondo associativo che vive di quote sociali, sarebbe una misura assolutamente inadeguata che protrarrebbe un debito del medio-lungo periodo insostenibile alle piccole realtà locali.
La risposta alla crisi non è certo un nuovo debito…
Confido in una nuova visione dello sport sociale, che parta proprio dal nome del connubio imprescindibile Sport e Salute, Società incaricata dallo Stato per l’elargizione delle indennità dei 600 euro ai tecnici e collaboratori sportivi.
Basta con i vecchi paradigmi dei finanziamenti delle risorse pubbliche allo sport per chi svolge unicamente manifestazioni ed eventi puramente agonistici. È il momento di sostenere le realtà sportive di base che si muovono nel sociale del nostro territorio. Oggi più che mai è più importante l’investimento e la prevenzione della salute che vincere una medaglia! Si riparta dallo Sport come Industria, chiave di volta per la prevenzione della salute, tramite il conseguente rafforzamento delle difese immunitarie e del benessere psicofisico di cui beneficiano tutti i praticanti.
Intanto, a fronte di questa emergenza, come Comitato, abbiamo sviluppato uno sportello psicologico e un consulto nutrizionale gratuito ai nostri tesserati allo scopo di alleggerire emotivamente la situazione che viviamo nel quotidiano“.

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