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Far cultura sta per cambiare causa CoronaVirus. Da Cagliari idee per il futuro delle imprese culturali?

Il mondo della cultura sta per cambiare causa CoronaVirus. Da Cagliari alcune idee per il futuro delle imprese culturali impaurite e provate per la crisi.

La Cultura è tutto. Cultura del bello, del gusto, del leggere. Cultura è narrativa, arte, poesia. Cultura è superare la noia di una quarantena che senza cultura sarebbe come una galera. Che però anche in prigione ci sono i libri; guai se non ci fossero!
Ma è il modo di far la Cultura in pubblico e di fruire la cultura negli spazi “confinati che sta per cambiare, causa emergenza Covid-19 in corso.

Esisteranno ancora le opere d’arte? Certo che esisteranno, mentre altre ancora verranno create e la cultura avanzerà. Sopravviveranno anche  i musei, magari con minor pubblico in entrata, controllandolo, distribuendo – chissà – mascherine protettive e guanti in lattice inclusi nel costo del biglietto.

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Insomma, magari nei musei le persone accederanno a gruppi di 5 al massimo, e non si concentreranno più nelle sale. Le guide turistiche indosseranno le mascherine… e chissà come meglio potranno farsi sentire.

Nelle collezioni sia pubbliche che private si andrà ancora, però sarà il COME poter FRUIRE di cotanta bellezza, a cambiare…

Giganti di Monti Prama in Mostra a Cabras.

Chi potrebbe dire oggi se al museo si potrà accedere, ad esempio,  rispettando le distanze di sicurezza di almeno un metro o di due?

Oppure se potranno svolgersi visite guidate di gruppo, tra gallerie d’arte, siti archeologici, e luoghi vari della memoria.

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Poi c’è l’incognita dei concerti e quella delle attività agonistiche, e non solo: quante persone potranno accedere in un palasport, quali distanze di sicurezza le une dalle altre saranno tenute a rispettare? In quanti viaggeremo su un autobus?

Ci  saranno i conta-passeggeri all’ingresso dei mezzi pubblici e, dunque, anche all’ingresso del musei?

Tutto, come del resto è prevedibile, dipenderà da come si evolverà questa emergenza Covid-19. Come si evolverà (speriamo in meglio), sia nello stivale che nelle isole.

Nel frattempo, però, c’è chi pensa a come far risorgere la cultura dalle macerie causate dal Covid-19, e pensa dunque anche alla salvezza delle Associazioni culturali.

 

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A Cagliari ad esempio, l’assessorato comunale alla cultura sta pensando a supportare  ”tutti i lavoratori della micro e piccola impresa culturale, pensando a un nuovo modo di fare gli spettacoli”. E, proprio oggi, le associazioni e le imprese culturali cagliaritane hanno lanciato un grido d’allarme.
Senza cultura niente guadagni quindi.

Paola Piroddi, assessore alla cultura del Comune di Cagliari

“Condivido l’appello delle associazioni di volontariato e degli operatori delle cultura e dello spettacolo della città di Cagliari per il quale stiamo studiamo forme di eventi e spettacoli più contenuti rispetto al passato, e all’aperto, ad esempio nei parchi”, ha detto l’assessore competente Paola Piroddi, preannunciando così la linea politica dell’Assessorato comunale alla Cultura.

Da settimane, l’assessore Piroddi partecipa ai tavoli tecnici incontrandosi, in videoconferenza, con 11 colleghi, anch’essi appunto assessori alla cultura delle più grandi città d’arte italiane che in sinergia con il Ministero competente e con la Regione Autonoma della Sardegna, cercano di individuare le risposte più adeguate alla crisi dovuta alla sospensione delle attività culturali e degli spettacoli.

Visita guidata

Unico “Ostacolo”, però, verso il riavvio delle attività culturali, per l’assessorato alla cultura del Comune di Cagliari, “sono le possibili, perché prevedibili, normative che verranno approvate dal Governo sul futuro degli spettacoli e sugli eventi culturali, ed alle quali faranno eco i conseguenti provvedimenti Comunali e Regionali, giustamente”, aggiunge l’assessore Cagliaritano  Piroddi.

Nemo Sub il mini-sommergibile di Cagliari
Nemo Sub il mini-sommergibile di Cagliari

“Vero è che ad oggi, causa il perdurare dell’emergenza Covid-19, non ci è possibile programmare neppure un eventi ma, ne stiano certi gli operatori del settore, il nostro Assessorato farà da apripista in Sardegna per tutto ciò che riguarderà mostre, spettacoli, uso dei parchi pubblici per eventi in sicurezza e, magari, per convertire spazi pubblici verdi in teatri all’aperto”.

La Necropoli di Tuvixeddu a Cagliari.

“Peraltro, la possibilità di usare i parchi della città come luoghi per gli spettacoli, come ad esempio la cava di Monte Urpinu – precisa la Piroddi – è stata una delle idee proposte al Comune ancor prima che scoppiasse l‘emergenza in corso”.

Cagliari punterà comunque sulla propria identità storica e sull’ambiente per rilanciare un settore in ginocchio come quello degli spettacoli, del teatro, della danza, insomma della cultura.

“Penso ad esempio – prosegue l’Assessore – ad una idea di visite guidate miste, dal vivo e virtuali ai luoghi della cultura, che possano coniugare arti e benessere, e a Reading in luoghi della memoria come Tuvixeddu, Anfiteatro, alle terrazze panoramiche sui colli, ai possibili cine-teatri all’aperto, sia in aree adibite a piazzale che in aree verdi, dove si andrà spensierati ma nel rispetto delle distanze di sicurezza“.m

Cagliari galleria comunale
Cagliari, la galleria comunale d’arte moderna

Nel mezzo c’è ancor oggi lo scoglio dell’emergenza Covid, di quando essa cesserà e delle conseguenti normative post crisi che, ad ogni modo, ci vedranno come innovatori di un nuovo modo di fare e di far fruire la cultura: la vivremo diversamente, magari, in sintonia con il verde pubblico e con l’ambiente, collaborando attivamente con gli operatori culturali.

Come è presto detto: “Seguendo regole del buonsenso e del contenimento di eventuali rischi, valutando il valutabile, per rilanciare il settore. Infine – precisa Paola Piroddi – con i competenti uffici comunali stiamo cercando tutti gli strumenti amministrativi per arginare l’impatto sociale negativo che l’attuale emergenza ha comportato“.

La Necropoli di Tuvixeddu a Cagliari.

Tra le linee da seguire, la salvaguardie delle imprese culturali perché sono un patrimonio incommensurabile della nostra città.

“Tra le nostre linee guida, che saranno condivise con il Sindaco, la Giunta e con l’intero Consiglio Comunale, ci sarà comunque, in primo piano – per l’Assessorato alla Cultura – il tema della sicurezza per tutti, che ci consentirà di avviare la futura stagione culturale del tutto innovativa e a passo con i tempi“.

Una stagione improntata più a spettacoli e ad eventi all’aperto, anziché in spazi al chiuso (evitando di accedere come avveniva in passato a luoghi non pienamente a norma), guardando al di là di luoghi al chiuso.

“Siamo all’opera per trovare risorse spendibili per fare subito, data la crisi, guardando al post emergenza ”.

Cagliari Castello
Cagliari la città del sole

È infatti di questi giorni la notizia della proposta avanzata dagli assessori alla cultura di numerosi Comuni italiani, tra i quali appunto il Comune di Cagliari rappresentato dall’Assessore Paola Piroddi, di istituire un tavolo di confronto per la gestione della crisi (vedi qui la notizia), e avviare da subito una strategia di rilancio e di ricostruzione del mondo culturale, che coinvolga il Ministero competente con i vertici della struttura tecnica e gli assessori comunali.

L’obiettivo? Estendere la possibilità di sponsorizzazioni e donazioni defiscalizzate in regime “Art Bonus” al numero più ampio possibile di iniziative e investimenti culturali; studiando apposite modalità a supporto delle micro, piccole e medie imprese, cooperative e associazioni culturali avanzando proposte al Ministro per l’attribuzione del fondo straordinario (130 milioni di euro) già istituito dal Mibact e inserito nel recente DPCM a supporto di tutte le categorie di impresa, o professionali della cultura.

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A queste richieste se ne aggiungeranno anche altre, già formulate al Ministro dei Beni culturali Dario Franceschini (ne abbiamo parlato ieri, vedi qui), dagli Assessori alla cultura Luca Bergamo (Roma), Eleonora De Majo (Napoli), Filippo Del Corno (Milano), Barbara Grosso (Genova), Francesca Leon (Torino), Paola Piroddi (Cagliari) e Tommaso Sacchi (Firenze), in rappresentanza dei dodici promotori dell’appello per richiedere lo stato di crisi del settore e misure specifiche di sostegno.

In tal senso, tutti gli assessori hanno incontrato in videoconferenza il Ministro Franceschini, insieme ai vertici della struttura tecnico-giuridica del Mibact.

Tuvixeddu
Necropoli di Tuvixeddu

L’incontro è stato concordato con il Ministro a seguito della lettera che i 12 assessori – oltre a quelli già citati anche Adham Darawsha (Palermo), Matteo Lepore (Bologna), Paola Mar (Venezia), Paolo Marasca (Ancona), Ines Pierucci (Bari)- hanno scritto nei giorni scorsi per chiedere un confronto diretto per lo studio e la formulazione di misure straordinarie a supporto delle moltissime imprese culturali colpite dalla crisi conseguente alla pandemia COVID-19.

Anche a Cagliari, dunque, è all’opera chi da settimane pensa al futuro della cultura cittadina: “la salvezza della cultura cittadina è parte integrante dell’identità del capoluogo sardo, e diverrà la molla del rilancio di molte attività anche economiche con possibili ricadute sul sociale e sul turismo. Infine, se pensiamo che la Cultura non sia utile, proviamo ad immaginare come poter sopravvivere alla quarantena senza libri, film, musica, TV o Internet”. conclude l’Assessore Piroddi.

Marcello Polastri

 

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One thought on “Far cultura sta per cambiare causa CoronaVirus. Da Cagliari idee per il futuro delle imprese culturali?

  1. Lodevoli idee da portare a buin fine👏👏👏 BRAVAAA AssessoraPaola Piroddi! Si circondi di persone competenti 🌹🌹🌹

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