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17 Febbraio ’43: inferno di fuoco su Cagliari che prese a sanguinare

Cagliari venne pedantemente bombardata il 17 Febbraio del 1943. Quel giorno si scatenò l’inferno con una mortale pioggia di bombe che cadendo dal cielo colpirono case, strade e monumenti, polverizzando i cittadini. In altri casi, lasciandoli esanimi per terra, sanguinanti, disperati.

I MORTI furono diverse centinaia. Più di 5.000 i feriti, tra gravi (privi di uno o più arti, con la testa fracassata…) e quelli meno gravi, con pezzi di ferro, i cosiddetti spezzoni, conficcati nel loro corpo, dopo la frammentazione delle bombe cadute in città. Era un mercoledì di sole e divenne un 17 febbraio da non dimenticare.

Via Azuni devastata il 17 febbraio 1943. Cagliari era in ginocchio.

I BOMBARDAMENTI degli Alleati erano stati già massicci altrove, e quel giorno, intorno all’ora di pranzo, quando più o meno tutti stavano a casa per il pranzo, le bombe si concentrarono su Cagliari.

UN ESERCITO AEREO, con ben 105 velivoli si portò sulla città del sole per piegarla, per distruggerla, per trasformarla in un immenso camposanto.

LE “FORTEZZE VOLANTI” dai motori roboanti, vennero precedute dai cosiddetti aerei “caccia pesanti” che virando sui palazzi, dapprima mitragliarono la facciata delle case per spingere i cittadini a scappare impauriti, a rintanarsi tra case e chiese. Infine, i cacciabombardieri, poterono sganciar le pesantissime bombe.

Un aereo fortezza volante, un quadrimotore, colpito durante un attacco sui cieli.

IL CENTRO STORICO, dalla Via Roma al Largo, da Piazza Yenne alle vie Sant’Efisio e Santa Restituta, vennero abbattute: i loro palazzi caddero ed una immensa nube si sollevò rendendo l’aria irrespirabile fino al tramonto.

In via Sant’Efisio prese a scorrere un ruscello di sangue; quello di uomini, donne e bambini che cercarono di accedere nella cripta sotterranea di Santa Restituta, trasformata in rifugio anti-aereo.

LA LINEA ELETTRICA saltò per aria, l’erogazione dell’acqua venne interrotta per lunghi giorni e per lunghe notti.

Il centro storico di Cagliari devastato dalle bombe del 1943.

SOSPESE LE LEZIONI. Molte scuole vennero gravemente danneggiate tra tutte la Scuola Satta e la Scuola Riva, che al pari di altri edifici, riportarono danni ancor più gravi il 28 Febbraio, quando avvenne un altro raid aereo su Cagliari.

Fu un mese tremendo, con le attività quotidiane divenute oramai un inferno.

CESSO’ per lunghi giorni anche la distribuzione razionata dei generi di prima necessità. Così, in segno di protesta, uomini, donne e bambini disperati, soprattutto affamati, si riversarono nelle strade. Ma la città non volle morire.

Ed anche se in tanti pensarono ad andar via, a cercare ospitalità da amici e parenti nei paesi del circondario, o in quelli montani di Isili, Seui, Seulo, la testardaggine dei Cagliaritani ebbe la meglio.

I negozi del Largo Carlo Felice, a Cagliari, nel 1943

IL RICORDO DELLA GUERRA? E’ duro quanto un pugno di ferro tra i denti, perché puzza di ruggine e di sangue, mi disse Rita Carboni Boi, che rivisse il dramma dei bombardamenti sulla città, poi descritti durante una intervista.

Durante la seconda guerra mondiale morirono infatti tanti cittadini inermi. Quasi 200 in un colpo solo, il 17 febbraio, dinanzi ai rifugi di Santa Restituta.

Dei loro corpi martoriati, per strada, e sotto le macerie polverose e fumanti, nulla più. Tanti feriti furono soccorsi e trasportati nell’Ospedale in grotta, sotto quella strada che nel dopoguerra divenne la via Porcell.

I Boeing B-17E, le Fortezze volanti americane in formazione.

Nel frattempo tante persone che trovarono scampo dalle bombe grazie al tetto di roccia dei rifugi, rividero la luce, ma riconobbero a stento, tra gli alti cumuli di macerie, quel che restava della mobilia delle loro case devastate.

Insomma, rimasero senza casa, con pochi indumenti addosso, logori, dannatamente profumati di sangue e ruggine, di polvere e fumo.

Cagliari Sotterranea: rifugio di guerra durante una nostra iniziativa

A Cagliari circolò la voce che quel bombardamento doveva significare qualcosa, al di là della furia devastatrice umana: un imminente sbarco delle truppe Alleate in Sardegna?

Il 17 Febbraio, il suono della sirena posizionata sulla Torre medievale di San Pancrazio, si ripete spesso per errore, per annunciare ripetuti ma inesistenti attacchi aerei.

Un Boeing B-17E, Fortezza Volante, USAAF, B-17, bombardiere Americano.

VIVERE NEL TERRORE. La città viveva nel terrore continuo. Per i nuovi spezzonanti, questo il nome affiliato a quel genere di bombardamenti, si ripresentarono alcuni giorni più tardi, il 26 febbraio, alle ore 15,00 e poi il 28 Febbraio. Il 1 Marzo, Cagliari era una larva di città.

A maggio  sfollarono in tanti e nei pochi palazzi superstiti rimasero in pochi, compresi gli sciacalli, i ladri di mobili e gioielli che avviarono un’attività di ladrocinio continua. Poi, la rinascita della città con la fine della guerra.

Cagliari, il monumentale Bastione di Saint Remy distrutto dal bombardamento aereo.

LE CASE sono risorte e noi giovani SIAMO FORTUNATI per non aver vissuto quel dramma. I nostri nonni, i nostri padri invece no… anche se in molti, non lo danno a vedere!

IL RICORDO deve restar indelebile, è necessario, soprattutto per chi non conosce la storia, o la ignora, e per meglio guardare al FUTURO.

Marcello Polastri

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